Il coronavirus è la nuova peste?

Ultimamente si sente parlare molto di questo nuovo virus, capace di suscitare panico, a volte anche ingiustificato, tra la gente di tutto il mondo. Andiamo ad approfondire meglio questa nuova malattia: il coronavirus è una di quelle malattie che partono con un semplice raffreddore e possono arrivare ad infezioni più gravi come la SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave).

Questo virus è facilmente trasmissibile, basta venire a contatto con della saliva o con delle mani venute a contatto con il virus delle mucose. Per ridurre i rischi del contagio bisogna lavarsi più spesso le mani, indossare mascherine chirurgiche quando si è a contatto con altre persone e tossire o starnutire in un fazzoletto di carta.

Il coronavirus ha avuto origine in Cina, esattamente nella città di Wuhan e ciò ha portato ad un’assurda forma di razzismo verso le persone cinesi, indipendentemente dal fatto che siano stati o meno in Cina.

A Torino una famiglia cinese è stata accusata di aver portato il virus in Italia; alcune madri di Milano hanno chiesto attraverso i social che i bambini cinesi fossero allontanati da scuola; una studentessa di Cuneo è stata costretta a scendere dal bus. Azioni assurde determinata dalla mancanza di informazioni corrette che sfociano in veri gesti di razzismo ingiustificato.

Le statistiche dicono che i casi confermati di contagio ad oggi sono 31.523, le morti sono 638 e i casi in quarantena sono 1.764.

In Italia: due turisti cinesi a Roma sono stati ricoverati all’ospedale Spallanzoni di Roma, la coppia cinese proveniente proprio dal Wuhan era partita il 23 gennaio per un tour turistico dell’Italia, facendo delle brevi tappe a Firenze e a Parma prima di recarsi a Roma.

Tutto il mondo è in ansia e in panico per il virus e aspetta speranzosa una cura. L’isolamento del virus è un primo passo per la creazione di un possibile vaccino a cui tutti i laboratori del mondo lavoravano e che ha visto arrivare per primo un team italiano, tutto femminile, a dimostrazione dell’altissima competenza delle nostre ricercatrici.

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